In cinque anni nel centro di detenzione statunitense di Guantánamo sono stati trasferiti 780 prigionieri catturati in oltre 10 Paesi diversi. Fino alla fine del 2007 sono state rilasciate circa 500 persone, mentre 277 sono ancora rinchiusi senza accusa né processo. Solo un detenuto, cittadino australiano, è stato condannato, perché si è dichiarato colpevole patteggiando la pena, scontando gli ultimi 9 mesi di detenzione in Australia. Sono le cifre fornite oggi da Amnesty international, che l’11 gennaio, sesto anniversario dell’apertura del carcere di Guantánamo Bay, rilancia la campagna per la chiusura del centro e "la fine delle detenzioni illegali". Nello stesso giorno si svolgerà a Roma una manifestazione di fronte all’ambasciata Usa e in diverse città italiane. Un’analisi condotta su circa 500 detenuti informa Amnesty – ha mostrato che soltanto il 5% di loro e’ stato preso direttamente dalle forze Usa; l’85% e’ stato catturato dall’Alleanza del Nord in Pakistan e in Afghanistan e trasferito sotto custodia statunitense, spesso in cambio di qualche migliaio di dollari. Circa l’80% dei prigionieri sono stati detenuti in isolamento nei Campi 5, 6 e nel Campo Echo. Nel Campo 6, i detenuti rimangono in isolamento per almeno 22 ore al giorno in celle senza finestre. Diversi i suicidi e i tentativi di suicidio. www.amnesty.it e dall’11 gennaio www.chiudereguantanamo.it