CASTRAZIONE CHIMICA: SPAGNOLO (CATTOLICA), POSITIVA SE NON SOLO "SCORCIATOIA" ALLA PENA (2)

Ciò che richiede "un’attenta valutazione", in altre parole, secondo Spagnolo è "se si elimina una tendenza, o si produce anche un danno ulteriore a libello organico". Per questo "i detenuti vanno informati bene dei rischi che corrono" e va valutato "quanto degli effetti collaterali possa influire sulla loro personalità". E’ un problema, dunque, di "neuroetica", che indaga su quei processi (in atto ad esempio nella sperimentazione di alcuni farmaci sull’uomo) che "possono influire sulle nostre funzioni che hanno a che fare con la volontà, con quei luoghi cerebrali che entrano in gioco con le nostre scelte". Per quanto riguarda, poi, specificamente la condizione dei carcerati, Spagnoli ricorda la dichiarazione di Helsinki, frutto del processo di Norimberga, che ha sancito che "i prigionieri, come ogni altro essere umano, non possono essere esclusi dalle sperimentazioni, a condizione tuttavia che abbiano la capacità di essere liberi, che la persona che propone loro un protocollo sia neutrale e non abbia alcuni interesse a riguardo, e che la motivazione per una piena libertà di scelta non sia quella di usufruire di un ‘escamotage’ per eludere la pena". In tale prospettiva, conclude il bioetico, "l’ideale sarebbe che i soggetti di sperimentazioni come quella londinese siano cercati anche al di fuori delle carceri, ad esempio tra i pazienti degli psichiatri, prima ancora cioè che commettano delitti". (mmn)