CASTRAZIONE CHIMICA: SPAGNOLO (CATTOLICA), POSITIVA SE NON SOLO "SCORCIATOIA" ALLA PENA

Una misura "positiva", a patto però che "non abbia solo il significato di spingere i detenuti ad evitare la pena, ma contribuisca effettivamente a migliorare la loro situazione, evitando che vivano in situazioni di disagio per il fatto di sentire impulsi o tendenze con cui difficilmente riescono a convivere". E’ il parere di Antonio Spagnolo, membro del Comitato direttivo del Centro di bioetica dell’Università Cattolica e ordinario di bioetica all’Università di Macerata, al "via libera" del governo britannico alla castrazione chimica per i reati a sfondo sessuale: due persone in carcere a Londra per stupro hanno accettato, infatti, di prendere una serie di farmaci (sotto forma di pillole o di iniezioni) che dovrebbero ridurre in modo drastico la loro libido e annullare così il rischio di ricadute delinquenziali; in cambio della castrazione chimica, il ritorno anticipato alla libertà. "L’idea che esistano farmaci per neutralizzare le cause patologiche di determinati comportamenti – spiega al SIR l’esperto – va accolta, come qualsiasi intervento terapeutico che possa portare all’eliminazione delle cause di determinati comportamenti". In concreto, però, si tratta di "valutare bene" i meccanismi della sperimentazione, per evitare che "gli effetti collaterali possano alterare in modo irreversibile una serie di funzioni" (segue).