” “"È necessario osserva il sacerdote – che tutti (istituzioni, cittadini) collaborino per risolvere l’emergenza, innanzitutto individuando, come aveva fatto il prefetto Alessandro Pansa quando era commissario straordinario ai rifiuti, dei luoghi di stoccaggio per ogni provincia". In secondo luogo, "avviare un processo serio di pianificazione del problema attraverso l’apertura di termovalorizzatori che, al contrario di quanti molti pensano, non inquinano e, al tempo stesso, avviare un’opera di comunicazione efficace ai cittadini per far capire che questi strumenti sono già utilizzati senza danni per la salute nelle più grandi capitali europee. D’altra parte, abbiamo anche un esempio in Italia, a Mestre, di un termovalorizzatore costruito in 11 mesi, che inquina quanto un’ora di traffico in tangenziale". Infine, "queste azioni vanno compiute con una certa forza perché c’è l’attività sommersa della camorra che non ha interesse che l’emergenza finisca per continuare i suoi loschi business nei rifiuti". "Occorre camminare in questa triplice direzione conclude don De Luca -, evitando il rimbalzo delle responsabilità e la contrapposizione tra i diversi gruppi, per favorire il dialogo e la riconciliazione. È una vergogna, infatti, che la nostra terra ricca di storia e di arte sia al centro dell’attenzione mondiale per i rifiuti". ” “