"Anche in Iraq la riconciliazione e’ un’urgenza", ha proseguito il Pontefice, ricordando che "gli attentati terroristici, le minacce e le violenze continuano, in particolare contro la comunità cristiana, e le notizie giunte ieri confermano la nostra preoccupazione". Secondo Benedetto XVI, "è evidente che resta da tagliare il nodo di alcune questioni politiche" e che "una riforma costituzionale appropriata dovrà salvaguardare i diritti delle minoranze". "Sono necessari importanti aiuti umanitari per le popolazioni toccate dalla guerra", l’appello papale, che ha citato "gli sfollati all’interno del Paese e i rifugiati all’estero, fra i quali si trovano numerosi cristiani". Di qui l’esortazione, rivolta alla comunità internazionale," a mostrarsi generosa verso di loro e verso i Paesi dove trovano rifugio, le capacità di accoglienza dei quali sono messi a dura prova". Non è mancato un riferimento alla "questione del programma nucleare iraniano": l’"incoraggiamento" del Papa è che "si continui a perseguire senza sosta la via della diplomazia, negoziando in buona fede, adottando misure destinate ad aumentare la trasparenza e la confidenza reciproca, e tenendo sempre conto degli autentici bisogni dei popoli e del bene comune della famiglia umana". Pakistan, Afghanistan, Sri Lanka e Myamar gli altri Paesi asiatici su cui è urgente il "sostegno" della comunità internazionale.