"Le parrocchie non si devono accontentare di un ‘sentito dire’ sui Vangeli o di sempre più frequenti conferenze bibliche o di ‘lectio comunitarie’ sempre più insidiate da uno spiritualismo che le rende indolori, dimentiche che dopo la ‘lectio’ deve venire l’agire secondo la Parola di Dio": lo ha detto oggi a Roma don Franco Marton, parroco e direttore dell’Ufficio missionario della diocesi di Treviso, nella sua relazione al convegno del Centro Nazionale Vocazioni in corso da ieri alla "Domus Mariae-Palazzo Carpegna" di via Aurelia. Secondo don Marton la proposta della vocazione ai giovani diventa credibile "se la Chiesa è davvero capace di una missionarietà universale, pensando ai 6 miliardi di uomini della terra e non a pochi di essi". Solo così "i giovani avranno esempi credibili e affascinanti” e questi esempi saranno non solo i missionari ad gentes, ma “i missionari ad vitam, cioé che danno davvero tutta la loro vita per l’annuncio del Vangelo a tutti". Il relatore ha ricordato che "la spinta missionaria è sempre stata segno di vitalità per la Chiesa, mentre la sua diminuzione è segno di una crisi di fede".