Il vescovo Descubes continua la sua riflessione ricordando che "il tempo della gestazione implica una relazione molto forte e progressiva tra la donna incinta e il bambino che si forma nel suo seno". "Durante questo periodo spiega – ella prende coscienza che è diventata madre del suo bambino risultato dalla sua fecondazione". La donna "non è né un nido né un’incubatrice", avverte il prelato francese. "Quale sarà il posto reale e simbolico di un bambino che si trova in relazione con una coppia di genitori "in affido", con i figli di questa copia e la copia che lo riceve?", si domanda mons. Descubes. Tali relazioni risultano difficili da concepire sia sul piano psicologico che sul piano giuridico. "La nostra società moderna commenta il vescovo francese – pensa che la scienza sia capace di regolare tutte le sofferenze e che ha su tutto l’ultima parola. Ricorrere alla maternità in affido, non significa forse strumentalizzare la nascita di un bambino per risolvere finalmente in maniera illusoria il dramma e la disperazione della sterilità?".” ” ” “