BENEDETTO XVI: ANGELUS; ANNO PAOLINO, “MISSIONARIETÀ” E “PIENA UNITÀ” (2)

Una "dimensione missionaria", questa, ha fatto notare il Papa, che "ha bisogno di accompagnarsi sempre a quella dell’unità, rappresentata da san Pietro, la roccia su cui Gesù Cristo ha edificato la sua Chiesa". Come sottolinea la liturgia, "i carismi dei due grandi Apostoli sono complementari per l’edificazione dell’unico Popolo di Dio ed i cristiani non possono dare valida testimonianza a Cristo se non sono uniti tra di loro". Poi il legame tra "il tema dell’unità" ed il " tradizionale rito" del Pallio, imposto dal Papa agli Arcivescovi Metropoliti nominati durante l’ultimo anno: "Sono 40, e altri due lo riceveranno nelle loro sedi", ha ricordato il Santo Padre salutandoli di nuovo e definendo "motivo di speciale gioia per il Vescovo di Roma accogliere il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, nella cara persona di Sua Santità Bartolomeo I, al quale rinnovo il mio fraterno saluto estendendolo all’intera Delegazione della Chiesa Ortodossa da lui guidata". "Anno Paolino, evangelizzazione, comunione nella Chiesa e piena unità di tutti i cristiani": queste le "grandi intenzioni" affidate dal Papa alla "celeste intercessione di Maria". Salutando, al termine dell’Angelus, i fedeli di lingua italiana, Benedetto XVI ha rivolto un "saluto speciale alla città di Roma e a quanti vi abitano: i santi Patroni Pietro e Paolo – l’augurio del Papa – ottengano all’intera comunità cittadina e diocesana di custodire e valorizzare la ricchezza dei suoi tesori di fede, di storia e di arte. Buona festa a tutti!".