"Verrebbe da proporgli, per rispettare il diritto all’uguaglianza di tutti i bambini, di schedare allo stesso modo tutti i bambini italiani". E’ la provocazione lanciata dall’Unicef Italia al Ministro degli Interni, Roberto Maroni, che ha proposto di avviare un "censimento" dei bambini presenti nei campi rom, mediante impronte digitali. In una nota, il presidente di Unicef Italia, Vincenzo Spadafora, esprime "stupore e grave preoccupazione", e si augura "che si tratti di una proposta provocatoria destinata a non avere seguito". I bambini rom, fa notare l’Unicef, "non sono diversi dagli altri bambini, tra l’altro molti di loro sono cittadini italiani a tutti gli effetti", ma soprattutto "i bambini non possono e non devono essere trattati come gli adulti". "Sono mesi ormai fa notare Spadafora che l’attenzione delle istituzioni,l nonché dell’opinione pubblica e dei mas media italiani si concentra sulle comunità rom presenti sul territorio. Un’attenzione che, come Unicef Italia, chiediamo che non si trasformi in principi di discriminazione verso popolazioni e soprattutto bambini in condizioni di evidente vulnerabilità". La nota si conclude con l’auspicio che il governo italiano "affronti le tematiche relative alla sicurezza senza trascurare i diritti dei bambini, tra cui quelli di essere tutelati e di non essere discriminati", come ricorda la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia.