"No alla riduzione del diritto di cronaca e dell’area di attività e di libertà dei giornalisti, sì al diritto dei cittadini, a conoscere fatti rilevanti senza lesione della dignità delle persone". Così l’Unione Cattolica della Stampa Italiana, in relazione al decreto sulle intercettazioni e al ruolo della stampa. "Non appare retorico aver collocato il diritto all’informazione al centro del nostro sistema giuridico, culturale, sociale scrive l’Ucsi nel comunicato diffuso oggi ridefinendolo quale vero e proprio diritto alla democrazia. Ma quale rischio registra, oggi, l’informazione italiana e quale paese, in futuro, potremo raccontare? Esiste oggi una innegabile tensione fra la necessità di garantire il diritto di portare alla luce dati, fatti, circostanze, che altri potrebbero contestare o interpretare diversamente e quello di evitare che la società venga manipolata o sedotta da notizie che non aumentano l’effettiva comprensione della realtà". Per l’Ucsi "e’ fondamentale ricostruire un quadro entro cui le due esigenze, quella della libertà e quella della responsabilità dell’informazione, possono essere ricompresse in modo che, pur restando fisiologicamente conflittuali, nessuna delle due resti costantemente mortificata". (segue)