SPAGNA: CARD. ROUCO VARELA, "NON METTERE IN DISCUSSIONE" I RAPPORTI ATTUALI STATO-CHIESA (2)

Venendo a tempi più vicini, il card. Rouco Varela ha ricordato come "la terribile esperienza" della seconda guerra mondiale abbia drammaticamente smosso "la coscienza morale di tutta l’umanità" e l’abbia portata "alla convinzione politico-giuridica del carattere inviolabile dei diritti umani e sulla loro superiorità non solo etica ma anche giuridica di fronte al diritto positivo statale, con l’implicita affermazione della necessità della limitazione della sovranità degli Stati" per favorire la pace interna e quella internazionale. In questo contesto, la Chiesa si è appellata alla libertà religiosa e a quella della cooperazione per il bene comune nella negoziazione di nuovi accordi con gli Stati nella seconda metà del secolo XX, prima e dopo il Concilio Vaticano II, situandosi così sul piano del diritto internazionale. "Il caso della Spagna – ha detto il cardinale – non varia qualitativamente rispetto al comune denominatore europeo nelle formule giuridiche essenziali" del XIX e XX secolo. Ha parlato, quindi, del Concordato di 1853 e di quello di 1953 che "contribuì ad approfondire la libertà interna della Chiesa e nella sua presenza nel mondo delle realtà educative, culturali e sociali del suo tempo, con effetti apprezzabili di formazione cristiana delle coscienze e dell’apertura di nuovi orizzonti apostolici nel mondo del lavoro e della comunità politica". (segue)