Non solo “erogazioni di fondi per categorie” (disabili, anziani, minori, ecc.) ma “garanzie sociali per tutti”, impegnando le stesse somme che lo Stato spende oggi per il welfare, ossia 756 euro l’anno pro capite: è la ricetta della Caritas italiana, elaborata insieme alla Fondazione Zancan, per fare fronte alle tante emergenze sociali in Italia e non trovarsi costretta a svolgere sempre un ruolo “sostitutivo” e di delega dei servizi. Ne ha parlato oggi don Vittorio Nozza, direttore della Caritas italiana, anticipando ai giornalisti presenti ad Assisi alcune conclusioni del 32mo convegno nazionale delle Caritas diocesane, in corso dal 23 al 26 giugno. “Continueremo ad interloquire con il governo per presentare le nostre proposte – spiega don Nozza -, chiedendo che, senza negare nulla alle categorie, vengano dati più servizi continuativi per tutti. Vale a dire, non il bonus bebè ma gli asili nido, non i fondi erogati a pioggia una tantum ma amministrati dagli enti locali, che sono più vicini al vissuto della gente e sanno meglio quali sono i bisogni reali. Servono vere politiche abitative, familiari, per il lavoro, per l’integrazione…”. Dal punto di vista pastorale, in quest’ultimo decennio la Caritas ha rilevato che “ad un moltiplicarsi delle opere e dei servizi non ha corrisposto una equivalente cultura e sentimenti di solidarietà, anzi le reazioni della popolazione di paura e difesa nei confronti dell’altro e del diverso (rom, emarginati, immigrati) dicono proprio il contrario”. (segue)