EMILIA ROMAGNA
Provvedimenti per l’occupazione e lo sviluppo dell’artigianato
Assegni formativi per i lavoratori a progetto (co.co.pro.) rimasti senza occupazione dopo aver operato in aziende colpite dalla crisi (stanziati 2 milioni di euro), semplificazione delle procedure per le imprese che chiedono ammortizzatori sociali “in deroga”, una nuova legge quadro sull’artigianato (“Norme per la tutela, la promozione, lo sviluppo e la valorizzazione dell’artigianato”). Sono alcuni dei recenti provvedimenti adottati dalla Regione Emilia Romagna per il settore produttivo in una fase ancora connotata dagli effetti della crisi economica.Le cifre della crisi. Secondo l’ultimo rapporto su mercato del lavoro e ammortizzatori sociali elaborato dall’assessorato regionale competente, “la base occupazionale della Regione ha retto ai contraccolpi della crisi economica internazionale grazie all’intenso utilizzo degli ammortizzatori sociali”: nei primi nove mesi del 2009 sono aumentate popolazione (+62 mila abitanti) e forza lavoro (+16 mila), mentre le persone occupate sono calate di 13 mila unità e ci sono 29 mila nuovi disoccupati. Dati che, secondo il rapporto, mostrano come, nonostante la crisi, la Regione riaffermi “la sua notevole attrattività non solo per le persone migranti” dall’estero, ma anche per quanti provengono dalle “Regioni del Sud Italia”. La maggiore contrazione occupazionale riguarda il settore industriale (-13 mila), seguito dalle costruzioni (-8 mila). Aumentate notevolmente nel 2009 le ore di cassa integrazione ordinaria, che registrano un +1.206,4% rispetto all’anno precedente (+550,2% la media nazionale), di quella per l’edilizia (+118,5%, a fronte della media nazionale di +88,9%) e di quella straordinaria (+541,2%, media italiana +209,4%). A fianco delle 39.491.008 ore di cassa integrazione ordinaria, vanno considerate 13.484.277 ore di ammortizzatori “in deroga” (cassa integrazione e trattamento di mobilità “in deroga”, concessi sulla base di accordi regionali per sostenere lavoratori licenziati o sospesi, privi di qualsiasi sostegno al reddito connesso alla sospensione o cessazione del rapporto di lavoro), che hanno interessato 22.844 lavoratori e 3.384 imprese (9.643 le domande pervenute nel 2009 per 4.160 imprese e 30.000 lavoratori e lavoratrici).Accompagnare i lavoratori. “È vero, in Emilia Romagna la crisi ha avuto un impatto meno duro rispetto ad altre Regioni italiane”, riconosce Walter Raspa, presidente regionale delle Acli. Merito, rileva, del “patto per attraversare la crisi” firmato dalla Regione assieme alle organizzazioni sindacali e ad associazioni imprenditoriali. Questo, spiega Raspa, “ha fatto sì che si siano potuti evitare dai 30 ai 40 mila licenziamenti, attraverso gli ammortizzatori sociali e misure per favorire l’accesso al credito da parte delle imprese”. Ciononostante, riconosce il presidente delle Acli, “c’è ancora paura” per gli effetti della crisi, considerato soprattutto che gli ammortizzatori “funzionano, ma non possono durare all’infinito”. La loro utilità, riconosce, sta nell'”accompagnare i lavoratori meno giovani alla pensione, mentre gli altri devono essere aiutati a rientrare nel mercato lavorativo in altri settori produttivi”. Raspa sottolinea dunque l’importanza di tutte quelle misure che “accompagnano” quanti sono colpiti dalla crisi. Un impegno concreto in tale direzione le Acli lo perseguono attraverso i loro centri di formazione professionale Enaip, dove “si aiutano quanti li frequentano a trovare lavoro”. E se il più delle volte la crisi coinvolge non i singoli, ma interi nuclei familiari, assieme agli ammortizzatori sociali “le Regioni si devono attrezzare per aiutare le famiglie, prevedendo una serie di agevolazioni”, anche prima che queste “rientrino in situazioni di disagio e povertà”. Sostegno alle imprese artigiane. Riguardo alla legge quadro sull’artigianato, essa “arriva in un momento delicato per tutte le imprese del settore e si configura come un elemento di ulteriore sostegno a quelle imprese che da sempre sono la spina dorsale del sistema economico regionale”, commenta il presidente di Confartigianato Emilia Romagna, Marco Granelli. Confartigianato sottolinea la centralità data alla Commissione regionale artigianato, organo d’indirizzo e rappresentanza che porterà a “una semplificazione non solo formale”; positive anche la prevista semplificazione amministrativa per l’iscrizione al registro delle imprese artigiane e “la costituzione di un osservatorio regionale dell’artigianato, strumento necessario per capire cosa accade alle imprese e riuscire a mettere in campo interventi mirati”. Inoltre, il provvedimento unifica e fornisce una “semplificazione legislativa e burocratica” delle “norme per il sostegno al credito”. Proprio sul credito, sottolinea Confartigianato, “la collaborazione tra le associazioni artigiane e la Regione ha portato risultati significativi negli ultimi tre anni: sono state approvate 6.261 operazioni per 925 milioni di euro di investimenti ammessi, che hanno dato luogo a 75 milioni di contributi regionali, già deliberati o da deliberare”.a cura di Francesco Rossi(03 marzo 2010)