L’Europa "deve occuparsi del mondo", quindi del "bene comune universale", che "coincide con la realtà del dialogo in profondità": la Caritas, in questo senso, è "il vero motore del cammino ecumenico", può "far incontrare le religioni" ed "ispirare la grande opera educativa e culturale" capace di "ridare ordine alle idee dell’Europa". E’ questo, in sintesi, il pensiero di mons. Aldo Giordano, segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, intervenuto oggi ad Assisi all’assemblea tematica sul tema "Dare un futuro all’Europa: l’opera delle Chiese cristiane", nella terza giornata del 32° convegno nazionale delle Caritas diocesane d’Italia che si chiude domani. "Parlare di confini ha precisato mons. Giordano significa pensare l’Europa non come una fortezza, chiusa nell’interesse per il proprio bene, ma come un continente che diviene più stabile per meglio realizzare lo scambio dei beni con le altre regioni della terra e contribuire alla giustizia e alla pace del mondo". "In un’epoca di mobilitazione universale e di collegamento globale ha precisato l’Europa può comprendersi solo nel suo legame con gli altri continenti. Il vero punto di interesse è il ‘bene comune universale’ e non l’esclusivo bene di un solo continente". "L’Europa deve occuparsi del mondo – ha aggiunto mons. Giordano anche perché il mondo sta venendo in Europa". (segue)