ROM E SINTI: SCHIAVON (MIGRANTES), "POTREBBERO INSEGNARE QUALCOSA A NOI"

"In questo ultimo periodo si parla di integrazione dei Rom e Sinti. Su questo si potrebbe discutere perchè non si dice mai che anche loro potrebbero insegnare qualcosa a noi, soprattutto in alcuni valori che noi stiamo perdendo, come quello della famiglia, degli anziani, del rispetto dei morti, del non essere schiavi del tempo… Perchè l’integrazione abbia senso bisogna che abbia due canali: quello della cultura altra che incontra un’altra cultura….più di inculturazione bisognerebbe parlare di innesto". Lo afferma al Sir don Federico Schiavon, direttore dell’Ufficio per la Pastorale dei Rom e Sinti della Fondazione Migrantes commentando la notiza della costituzione in una scuola dell’infanzia,a Milano, di una classe composta prevalentemente da bambini rom. "Il fatto che dei ragazzi Rom vengano messi in classi a parte – aggiunge il sacerdote – tra loro non è certo un passo in avanti, ma un ritorno alla ghettizzazione. Dietro questa scelta cosa ci sta? La paura di rimanere indietro nel programma, la possibile reazione dei genitori non Rom che non vogliono che i loro bambini non stiano in classe con i loro, il riternerli inferiori nella capacità intellettiva…". "Non so quale possa essere stata la motivazione", conclude don Schioavon: "al di là di tutto penso che sia una logica conseguenza di quel clima che senza che ce ne accorgiamo sta entrando dentro di noi di paura dell’altro".