DECRETO FLUSSI: ACLI, "COSÌ COME È NON FUNZIONA"

Una nuova regolarizzazione per i cittadini stranieri che dimostrino al 30 maggio di lavorare da almeno tre mesi in Italia. E’ la richiesta delle Acli (Associazioni cristiane dei lavoratori italiani) al Governo "a fronte di una situazione paralizzata e insostenibile nella gestione delle pratiche legate all’ultimo decreto flussi". Dopo 6 mesi dalla presentazione delle domande, sostengono le Acli, 700mila risultano ancora inevase. Su oltre 740mila richieste di assunzioni 67.627 sono state risolte. Di queste, oltre 25mila sarebbero state respinte (senza comunicazione ai datori di lavoro), e poco più di 39mila avrebbero ricevuto il nulla osta all’assunzione, che però è condizionata al rilascio del visto d’ingresso da parte dei consolati italiani all’estero, "dove – si legge nella nota Acli diffusa questa sera – gli immigrati sono costretti a recarsi ‘fingendo’ di non lavorare già in Italia, come invece già accade per il 90% di loro". (segue)