La presenza dell’esercito nelle strade, come previsto dal pacchetto sicurezza approvato oggi in Senato, è accettabile "nella misura in cui non sia uno strumento di guerra ma rappresenti un popolo che insieme cerca di affrontare le emergenze. Ma dovrebbe essere un esercito disarmato per combattere una serie di situazioni di illegalità e non uno strumento di violenza e di potere che si inserisce sul territorio". E’ quanto afferma al Sir don Giancarlo Perego, responsabile del Centro documentazione Caritas italiana-Migrantes, a margine del 32° convegno nazionale delle Caritas diocesane in corso ad Assisi fino al 26 giugno. La presenza dell’esercito, precisa don Perego, "può essere significativa se diventa sempre più strumento di protezione civile e di difesa non violenta. Ma se si innesca un meccanismo di sicurezza esasperato rischiamo di affrontare situazioni di lotta di classe, contrapposizione e conflittualità. C’è il rischio che la gente scenda in piazza e utilizzi a sua volta la forza come strumento o che si organizzi autonomamente rispetto all’organizzazione dello Stato, fondata su servizi che mediano e non creano contrapposizione". Anche il reato di immigrazione clandestina, come già espresso più volte dalla Caritas, ribadisce don Perego, "avrà sicuramente delle conseguenze molto gravi sul piano della conflittualità in aumento e non porta ad una risoluzione del problema".