"Un’Ac sempre più al servizio della Chiesa e dell’annuncio del Vangelo", in grado di "rispondere all’odierna emergenza educativa", con "il coraggio di testimoniare una profezia culturale e di spendersi per il bene comune"; un’Ac "che si apre al futuro facendo al tempo stesso memoria della sua storia e dei suoi testimoni" per riaprire "una stagione di santità". E’ in sintesi il profilo, "peraltro in continuità con il triennio precedente", che Franco Miano, neopresidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, auspica per l’associazione nel prossimo triennio. In un’intervista al SIR, all’indomani del Consiglio nazionale che si è svolto il 21 e 22 giugno a Roma e che ha proceduto, tra l’altro, alla nomina dei membri della presidenza nazionale che affiancherà Miano nel triennio 2008-2111, il presidente di Ac intravede come prioritari "il primato della fede e l’impegno per la santità, una santità laicale vissuta secondo le forme più consone della nostra condizione". Per questo il presidente prevede "un’intensificazione dell’impegno per gli esercizi spirituali e della riflessione sul patrimonio proprio dell’associazione per riuscire a scrivere una regola di vita spirituale per laici". (segue)