"Oggi soffriamo di una crisi comunicativa, in cui si inserisce la crisi della comunicazione della fede". Lo ha detto mons. Antonio Lanfranchi, vescovo di Cesena, nell’omelia per la festa di San Giovanni Battista, patrono della città. "Questa crisi ha spiegato il presule – concerne anche quelle realtà ove dovrebbe realizzarsi, con facilità e spontaneità, una comunicazione vera e piena, coinvolgente e promettente. Come nell’ambito familiare, a livello coniugale e a livello genitori-figli. Come nella Chiesa stessa, popolo di Dio". In altre parole, "la crisi comunicativa è dentro di noi, a livello personale e causa la difficoltà a orientarci, a discernere, a scegliere". In questo contesto, per il vescovo è "importante lasciare risuonare dentro di noi l’esperienza" di Giovanni Battista, il "precursore" e il "testimone". "Accogliere, creare spazi, ascoltare, purificare, essere voce, vivere il deserto, condurre a, indicare", secondo Lanfranchi, "fanno parte di quel vocabolario valido per sempre per una comunicazione, non solo della fede, che crea legami vitali, gioia". Mons. Lanfranchi ha anche reso grazie per i 60 anni di sacerdozio di mons. Ezio Casadei: "Intere generazioni le sue parole per don Ezio – sono state accompagnate all’incontro con Cristo, aiutate a tradurre la fede in cultura, sono state sostenute nella testimonianza, anche quando portava ad andare controcorrente".