Ermeneutica e catechesi. Sono i due "nodi" da affrontare per riflettere sulla "comunicazione della fede" secondo mons. Gaetano Bonicelli, arcivescovo emerito di Siena e presidente emerito del Centro di orientamento pastorale (Cop), intervenuto oggi pomeriggio a Trevi (Perugia) alla 58a Settimana nazionale di aggiornamento pastorale. "Per quanto riguarda la Bibbia ha sottolineato il presule è stata proprio la svolta ermeneutica a segnare il cambiamento avvenuto nel modo di accostare la sacra pagina". "Una sana ermeneutica è quindi indispensabile per discernere il messaggio di Dio nel linguaggio dell’uomo, purché però non finisca per diventare il tribunale dove la fede è trascinata in giudizio dalla ragione e dove l’ultima parola in fatto di fede spetta sempre agli interpreti". In secondo luogo, "se è vero che non si può comunicare la fede senza interpretare la parola di Dio, è ancor più vero che non si può interpretare la parola di Dio senza leggerla con criteri di fede". Qui si pone il "nodo catechetico". "La catechesi infatti ha aggiunto mons. Bonicelli si colloca nella pastorale come processo e atto comunicativo che, se da una parte deve centrare bene l’oggetto della comunicazione, dall’altra deve intercettare in profondità i destinatari a cui è rivolto il messaggio".” ” ” “