“La distruzione dell’Amazzonia – ha denunciato il vescovo – è finanziata dagli stessi che combattono il disboscamento: come la Banca mondiale, che nel 2007 ha destinato 9 milioni di dollari per i mattatoi dell’Amazzonia, dove vengono allevati 74 milioni di capi bovini, la stessa cifra di tutti i Paesi Ue”. Secondo dom Possamai “il governo Lula è prigioniero dell’offensiva del capitale straniero, e intanto la foresta si trasforma in cenere e i popoli indigeni vengono massacrati”. Dai dati forniti dal vescovo, se continuerà il disboscamento a questo ritmo si passerà dai 5.300.000 km quadrati attuali ai 3.200.000 nel 2050, con un processo di “savanizzazione della foresta”. In questo contesto drammatico la Chiesa cattolica brasiliana ha assunto dagli anni ’70 il ruolo di voce profetica e tanti sono stati i sacerdoti, le religiose e i leader comunitari che hanno pagato il prezzo delle denunce sociali con la vita, anche di recente. La Commissione dei vescovi per l’Amazzonia è nata nel 2002 e lo scorso anno tutti i cattolici brasiliani sono stati sensibilizzati al problema grazie alla Campagna di fraternità della Quaresima.