"Ancora oggi ha detto il card. Sepe siamo purtroppo costretti a constatare la sostanziale indifferenza per la questione del Sud, in base alla convinzione che il suo sviluppo sia una questione marginale, destinata a scomparire, se dovesse mai scomparire, grazie al progresso generale del Paese, a cui invece occorre rivolgere tutte le energie e le attenzioni, lasciando ogni illusione di un intervento specifico" per il Meridione. "In un quadro economico, civile e sociale, che può essere riassunto dallo scenario di una modernizzazione senza sviluppo", sono tre per l’arcivescovo gli "aspetti" da "mettere in luce". Innanzitutto, "il problema della legalità" che "non è costituito semplicemente dal mancato rispetto delle regole, ma dal disconoscimento di esse… Prendere sempre più coscienza di questa realtà è un dovere imprescindibile". Un secondo aspetto "riguarda le difficoltà oggettive create dal mancato sviluppo economico e delle difficoltà di accesso al lavoro per intere generazioni". Il terzo aspetto, infine, "si riferisce alla formazione": "Occorre saldare il progetto di istruzione ad un progetto formativo che inserisca il lavoro in una rinnovata trama capace di ricostruire una rete di relazioni che includa la speranza. Questa è forse l’unica strada per combattere ogni forma di morte sociale e abbattere la cultura della disonestà, della sfiducia e del disfattismo".