Un maggior impegno per i poveri e per la tutela del clima: lo chiedono le Conferenze episcopali dei Paesi del G8 in una lettera comune inviata ai rispettivi capi di governo, diffusa ieri. Nel documento, i vescovi di Germania, Inghilterra e Galles, Scozia, Francia, Italia, Giappone, Canada, della Federazione Russa e degli Usa rivolgono un appello ai partecipanti al vertice G8 di Tokyo, sollecitando il rispetto degli obblighi assunti durante i summit di Gleneagles (2005) e Heiligendamm (2007). "Sono necessari ulteriori aiuti relativamente all’assistenza medica, all’istruzione e agli aiuti umanitari", scrivono i vescovi, definendo "un obbligo religioso e morale" la tutela della vita e il rispetto della dignità umana. "Occorre una politica del commercio globale equa, che garantisca condizioni di lavoro umane", dichiarano. Il documento sottolinea come le conseguenze dei cambiamenti climatici colpiscano soprattutto i poveri, "nonostante siano coloro che meno contribuiscono al mutamento del clima". I costi che ne derivano "devono essere sostenuti dai popoli e dalle nazioni che traggono vantaggio economico dalle emissioni". Spetta inoltre a loro finanziare lo sviluppo di tecnologie eco-compatibili per fronteggiare i cambiamenti climatici.