"Gli immigrati irregolari" sono anche esseri umani "senza diritti"? Si pone la domanda mons. José Sánchez, vescovo di Sigüenza-Guadalajara e presidente della Commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale spagnola, nella sua lettera in uscita domenica 22 giugno. Il presule prende spunto dalla direttiva del Parlamento europeo sui rimpatri. In questa norma, "come in molte altre che si riferiscono a emigranti ed immigranti", c’è, a giudizio del vescovo, un peccato di origine, perché hanno alla base due principi contrari al diritto e alle leggi che danneggiano i migranti: "la difesa degli interessi nazionali ed il primato dell’economia sulla persona". Il presule non condivide che gli immigranti siano benvenuti quando risultano utili, "perché abbiamo bisogno di loro per occupare quei posti di lavoro" che gli europei non vogliono più fare, come la manovalanza nell’edilizia, nell’agricoltura nell’industria alberghiera, nella pulizia, nella cura di bambini e anziani", e che al contrario, "quando, come ora, incombe o è presente la crisi", si mettono in atto tutte le misure possibili "per ostacolare la loro venuta".