I firmatari dell’appello chiedono, inoltre, che venga attuata "una politica lungimirante di cooperazione allo sviluppo, particolarmente verso l’Africa, che aiuti concretamente tanti giovani a rimanere nei loro Paesi per contribuire al loro sviluppo" e si impegnano "a mantenere vivo nella nostra società uno spazio di umanità dove si possa riconoscere e accogliere questi uomini e queste donne come fratelli e sorelle". Il documento ricorda che molte di queste persone che tentano di raggiungere l’Europa provengono da Paesi dell’Asia e dell’Africa e "fuggono da gravi situazioni di diffusa insicurezza della vita. Li si chiama clandestini in maniera semplicistica e spesso non ci si sofferma a capire il loro vissuto di dolore e di sofferenza, e non gli si dà la comprensione, il rispetto e l’accoglienza che meritano". Le associazioni firmatarie dell’appello ricordano che nel Mediterraneo, dal 1 gennaio 1990 al 16 giugno 2008, sono morti 9.085 migranti mentre secondo altre stime "altrettanti potrebbero essere periti durante il lungo viaggio prima dell’imbarco".