"Dare un nome ed una provenienza alle vittime del Mediterraneo, perchè altrimenti questo, che viene chiamato da tutti ‘cimitero’, è senza croci e senza nomi e quindi senza la dignità della persona". Con queste parole padre Gianromano Gnesotto, direttore dell’Ufficio per la pastorale degli Immigrati e dei Rifugiati in Italia della Fondazione Migrantes, spiega il senso della veglia di preghiera che si terrà questa sera nella Basilica di S. Maria in Trastevere, promossa dalla fondazione della Cei insieme a Centro Astalli, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Caritas Italiana e Acli. "Il sentimento che ci deve animare nei confronti di queste tragedie personali ha spiegato il religioso alla Radio Vaticana – fanno sì che possiamo pregare per queste vittime, cercando di dare loro un nome ed una identità. Alla fine della preghiera ecumenica, faremo un appello, un appello scritto, di tutte le Associazioni cristiane, in cui si dice che come cristiani ci sentiamo anzitutto interiormente lacerati di fronte a queste tragedie e sensibili, per cercare poi di fare la nostra parte". Durante la veglia, presieduta dal card. Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti, saranno forni dati e storie sulle vitti dei viaggi verso l’Europa.