"Probabilmente ha osservato don Pompili sta in questa sottile linea di confine che l’Apostolo Paolo sembra incarnare il segreto della stessa intuizione di Benedetto XVI di indire l’Anno Paolino al’inizio di questo terzo millennio che sembra davvero essere luogo di passaggio" tra "ciò che si conosce e ciò che resta sconosciuto. "Per questo, ha sottolineato il direttore dell’Ufficio Cei, "quest’Anno è stato accolto con grande entusiasmo da tanti ambiti della sensibilità ecclesiale ma anche da settori importanti della cultura laica". "Paolo è un uomo di confine e riesce a parlare e a far parlare". Di qui l’auspicio "profondamente ecumenico che sostiene l’anniversario che ci apprestiamo a celebrare". "Non più pietra d’inciampo, ma fondamento di unità, Paolo è per Benedetto XVI la strada di una nuova stagione di dialogo fra cristiani, ma può essere anche ha concluso don Pompili – significativa occasione di dialogo tra credenti e laici". Tra le iniziative illustrate dal sacerdote, la "lettura continuativa giorno e notte, per una settimana, nella chiesa di Santa Croce in Gerusalemme, della Bibbia nella sua nuova traduzione", in occasione del Sinodo dei vescovi sulla parola di Dio che si svolgerà in ottobre.