ANNO PAOLINO: DON POMPILI (CEI), ANCHE "OCCASIONE DI DIALOGO TRA CREDENTI E LAICI"

In "precisi momenti storici, specie in quelli che segnano un passaggio" e che portano "con sé il crollo dei riferimenti tradizionali" cercandone "di nuovi", "si risveglia puntualmente l’attenzione per Paolo". A sottolineare "l’interesse dell’uomo" di oggi per l’Apostolo delle genti, parallelamente a quello riscontrato "nel passaggio dal Medioevo all’evo moderno" che si è tradotto fra il 1450 e la fine del Cinquecento in 700 edizioni del pensiero paolino, è don Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei. Intervenuto stamani a Roma, presso la Radio Vaticana, alla conferenza stampa di presentazione delle iniziative curate dal Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei per l’Anno Paolino, indetto dal Papa dal 28 giugno 2008 al 29 giugno 2009 in occasione del bimillenario della nascita di San Paolo, don Pompili ha rilevato che "l’uomo moderno" trova in Paolo "i temi che gli sono più cari: il suo destino, il peccato, le fede e la salvezza, l’analisi drammatica della propria coscienza, la fragilità della propria volontà". (segue)