"Nulla nella vita dell’uomo appare più provocatorio e trasgressivo della risurrezione del Signore. Se c’è una cosa che al di là delle differenze di durata, di qualità e di stile, rende tutti uguali di fronte alla vita è proprio la morte, termine inesorabile dell’esistenza che genera inquietudine e angoscia". Per questo "l’evento della risurrezione di Cristo costituisce il fatto più sconvolgente nella storia dell’umanità al punto da esercitare una vera e propria seduzione su ogni uomo che si interroghi seriamente sul senso e sul destino della vita". E’ un passaggio della riflessione che mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata e neo eletto presidente della Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali della Cei, ha offerto questa mattina ai rappresentanti e ai responsabili dell’orchestra e del coro dell’Opera festival di Macerata, ricevuti nel Palazzo patriarcale del capoluogo lagunare dal card. Angelo Scola. Il prossimo 3 agosto essi porteranno in scena allo Sferisterio l’oratorio sacro “Resurrexi”. L’opera – musicata da Alberto Colla su testo poetico di Roberto Mussapi è stata commissionata dalla Cei e rappresentata per la prima volta in occasione del Convegno Ecclesiale di Verona (2006). (segue)