DIRETTIVA RIMPATRI: WEBER (PARLAMENTO UE), "LA GENTE VUOLE NORME SEVERE CONTRO L’ILLEGALITÀ"

"Si tratta di un primo passo per definire regole condivise sul problema degli immigrati clandestini", intervenendo "in una materia dove alcuni paesi non avevano regole". Manfred Weber, relatore per la "direttiva rimpatri" votata oggi dall’Europarlamento, torna a spiegare le ragioni che hanno indotto al provvedimento, che diventerà operativo nel 2010. Il documento, frutto di un compromesso con il Consiglio Ue, ha diviso l’Assemblea. Osteggiata da numerose organizzazioni della società civile ed ecclesiali, soprattutto per il lungo periodo di detenzione previsto per i "sans papier" (fino a 18 mesi) e per la sua applicabilità ai minori, la direttiva è passata "in prima lettura". "Se avessimo mutato – spiega Weber – il contenuto del testo e fossimo passati a una seconda lettura parlamentare, saremmo poi giunti a una normativa ancora più severa, come del resto chiedevano diversi governi, prima fra tutti la Spagna". "La direttiva – aggiunge il deputato tedesco – è una risposta alla illegalità ed è frutto di un clima politico e culturale mutato, come hanno dimostrato anche alcune recenti elezioni nazionali". "La gente vuole norme più severe – spiega il relatore – e noi ci siamo mossi in questa direzione".