Di qui il "preciso insegnamento morale" di Isidoro: "Il servo di Dio, imitando Cristo, si dedichi alla contemplazione senza negarsi alla vita attiva. Comportarsi diversamente non sarebbe giusto. Infatti come si deve amare Dio con la contemplazione, così si deve amare il prossimo con l’azione. E’ impossibile dunque vivere senza la compresenza dell’una e dell’altra forma di vita, né è possibile amare se non si fa esperienza sia dell’una che dell’altra". E’ la "sintesi dell’uomo che cerca la contemplazione di Dio con la preghiera, e l’azione in servizio della comunità cristiana ha detto Benedetto XVI a braccio – la lezione che il grande vescovo di Siviglia lascia anche a noi, cristiani di oggi, chiamati a testimoniare Cristo all’inizio di un nuovo millennio". Isidoro, per il Papa, "fu senza dubbio un uomo dalle contrapposizioni dialettiche accentuate", e anche nella sua vita personale "sperimentò un permanente conflitto interiore fra desiderio di solitudine, per dedicarsi unicamente alla meditazione della Parola di Dio, ed esigenze della carità verso i fratelli". Secondo Isidoro, infatti, "il responsabile di una Chiesa deve da una parte lasciarsi crocifiggere al mondo con la mortificazione della carne e dall’altra accettare la decisione dell’ordine ecclesiastico, quando proviene dalla volontà di Dio, di dedicarsi al governo con umiltà, anche se non vorrebbe farlo".” ” ” “