AGRICOLTURA BIOLOGICA: SHIVA (WSF), TESSILE BIO "SALUTARE E RISPETTOSO DEI DIRITTI UMANI" (2)

Per Shiva è centrale il ruolo del consumatore "che può scegliere che cosa indossare e attraverso questo influenzare il mercato". Oltre che salutare, il passaggio alle fibre bio, ha rilevato, "è rispettoso dei diritti umani, perché nella filiera del biologico il sistema di produzione è sostenibile". "La prossima volta che ci vedremo – dice l’economista Wolfgang Sachs -, vorrei che si parlasse di fibre etiche, dove l’equo sta insieme al biologico". Secondo Sachs il passaggio al bio rappresenta "anche una necessità per affrontare la fine della cosiddetta era del petrolio". Questa, spiega il sociologo Serge Latouche, "sarà la fine delle fibre sintetiche e dell’agricoltura produttivista, perché i concimi chimici sono petrolio così come i pesticidi". Insomma, se non si passa al sostenibile "potremmo non essere in grado di ottenere in futuro i prodotti che abbiamo ora a disposizione", dice Musa K. Muwanga del movimento nazionale per l’agricoltura biologica in Uganda. Produrre biologico è sostenibile anche dal punto di vista economico perché "costa meno e rende di più". Dai produttori ai consumatori, passando per l’intera filiera, da combattere "non è il mercato, ma la tirannia del mercato", conclude Latouche: una strategia utile anche per ritrovare "la gioia di vivere".