“Questo significa – ha chiarito Barrot – che dovremo migliorare le norme giuridiche comuni, accrescere la qualità del processo decisionale intensificando la cooperazione pratica tra i sistemi nazionali d’asilo e instaurare maggiore solidarietà tra gli Stati membri per sostenere quegli Stati membri in cui il sistema di asilo comporti oneri eccessivi e maggiore solidarietà tra l’Unione e i Paesi terzi nell’accoglienza dei rifugiati”. Barrot ha anche annunciato che “sarà istituito un Ufficio europeo di sostegno per l’asilo che coordini le attività di cooperazione pratica”. Per il sostegno dei Paesi terzi che ospitano un gran numero di rifugiati, invece, si prevede “l’istituzione di un sistema di reinsediamento e l’espansione dei programmi di protezione regionale esistenti”. Per Barrot sono necessari “partenariati della mobilità come quelli già siglati con la Moldavia e Capo Verde”. Barrot ha speso, infine, ancora una parola sull’immigrazione clandestina: “La clandestinità tollerata non è un buon segnale per nessuno, anzi fa credere ai cittadini europei che tutto il fenomeno dell’immigrazione sia negativo. Dobbiamo fare in modo che la clandestinità non sia conveniente per nessuno”.