"Occorre ritornare a parlare del primato di Dio, riportare Cristo al centro della vita degli uomini di oggi, partendo dalla loro esistenza quotidiana"; una "missione" nella quale San Paolo, "con la sua teologia incarnata e non da tavolino", è un "autentico maestro". Non ha dubbi il biblista Bruno Maggioni che, in un’intervista al SIR (old.agensir.it) afferma: "L’uomo di oggi è stanco di parole vuote, ma ha sete di parole di senso e di speranza"; per questo l’Anno Paolino indetto dal Papa in occasione del bimillenario della nascita dell’Apostolo delle genti e che si apre il 28 giugno (fino al 29 giugno 2009), può costituire "una preziosa occasione" per farne conoscere l’insegnamento "radicale e liberante". "Ciò che colpisce di San Paolo osserva don Maggioni è l’occasionalità da cui nascono i suoi scritti, sempre legati alla necessità di risolvere qualche problema (teologico, morale, di ordinamento della chiesa). Essi, pur nella profondità dei contenuti, sono dettati da una grande pluralità di spunti concreti ma sono al tempo stesso caratterizzati da grande unitarietà". Non si tratta, inoltre, di una "teologia da tavolino", ma di un’elaborazione "che nasce dalla sua fede e dalla sua esperienza missionaria" e che "ha sempre il baricentro in Cristo morto e risorto".