UE: IL "NO" IRLANDESE AL TRATTATO MODIFICA I LAVORI DELLE ISTITUZIONI COMUNI

Gli esiti del referendum irlandese per la ratifica del Trattato di Lisbona hanno una prima ricaduta sull’Ue. I lavori di diverse istituzioni comunitarie programmati per questa settimana vengono rivisti alla luce del "no" espresso dai cittadini dell’isola verde. La riunione di oggi e domani del Consiglio dei ministri degli esteri si concentra infatti sulla preparazione del summit di Bruxelles del 19 e 20 giugno, quando i capi di Stato e di governo dei 27 dovranno analizzare il dopo-voto e le prossime mosse legate all’iter di ratifica. Proprio per la riunione odierna dei capi delle diplomazie, era prevista una relazione congiunta dei ministri francese, ceco e svedese "sui progetti Ue per il secondo semestre 2008 e per il 2009". L’impasse in cui si trova ora il Trattato, il possibile rinvio della sua entrata in vigore, le eventuali ricadute sulle elezioni per l’Europarlamento (giugno 2009) modificano l’ordine del giorno della riunione, guidata dal ministro sloveno, presidente di turno Ue. Il risultato del referendum verrà discusso dal Parlamento di Strasburgo nella giornata di mercoledì 18, alla presenza dei vertici dell’Unione europea. Infine il summit di giovedì e venerdì sarà segnato nel suo svolgimento dallo stesso tema.