"La tradizione cristiana ritiene che la differenza sessuale è intrinseca alla nostra concezione del sacramento del matrimonio", il cui significato "non è riducibile alle intenzioni degli individui e alle leggi della società". A ribadirlo sono i vescovi irlandesi, in una nota diffusa al’indomani delle prime nozze "tradizionali" tra due preti gay, celebratesi a Londra. Nel comunicato non si cita mai il caso in questione, ma il "dibattito attuale nella nostra società sulla natura del matrimonio, talvolta promosso da individui o istituzioni che rivendicano il supporto degli ideali cristiani". Nella concezione cristiana, puntualizzano in vece i presuli, "il matrimonio presuppone la reciprocità e complementarietà dei sessi" e "non è percepito semplicemente come una relazione qualsiasi, quanto piuttosto come un tipo ben preciso di relazione, con alcune caratteristiche di fondo". In particolare, si legge nella nota della Conferenza episcopale irlandese, "la Chiesa afferma che il matrimonio comporta più dell’impegno reciproco di due persone", perché "è orientato alla condivisione delle proprie vite e al sostegno reciproco", oltre che "alla creazione di nuovi esseri umani come frutto del proprio amore". E’ per la "salvaguardia " di questi due obiettivi la conclusione della nota che "la relazione d’amore matrimoniale tra uomo e donna deve essere unica e fedele, esclusiva e durevole".