L’occasionalità degli accadimenti "è un pensiero che per un momento m’inquieta", ha confessato il card. Biffi. "Ma solo per un momento, perché è subito vinto e superato dalla verità di un Dio che – se esiste, come esiste – non può che essere il Signore dell’universo, della storia e dei cuori, cui niente sfugge di mano: tutto obbedisce al suo disegno di salvezza e di amore". Una persuasione che permette di dare "un’altra lettura" agli anni trascorsi: "Tutto ciò che sulle prime mi era sembrato contingente e fortuito mi si manifesta perciò come frutto di un progetto mirato". Ma se "il caso, come si vede, non esiste", "come mai si è chiesto il Signore consente che gli occhi dell’uomo, quando non sono superiormente illuminati, lo vedano così dominante e quasi onnipresente nella creazione di Dio?". Domanda alla quale Biffi ha dato "una risposta plausibile: la casualità è soltanto il travestimento assunto da un Dio che vuol passeggiare in incognito per le strade del mondo; un Dio che si studia di non abbagliarci con la sua onnipotenza e con il suo splendore".