Agnese Moro, figlia dello statista ucciso 30 anni fa dalle Brigate Rosse, sarà a Trento (ore 20.30, sala Falconetto, via Belenzani). L’incontro, organizzato dalla casa editrice "Il Margine", con il Patrocinio del comune di Trento, si inserisce in un percorso di approfondimento sul tema della memoria degli "anni di piombo" che coinvolge un gruppo di ragazzi degli istituti superiori e dell’Università di Trento, coordinati da Alberto Conci, Natalina Mosna e Paolo Grigolli. Agnese Moro all’epoca del rapimento del padre aveva 25 anni. "La sua ricostruzione di quegli anni si legge in una nota risulta particolarmente importante, perché, a differenza di quanto accaduto per coloro che persero un familiare quando erano ancora bambini, ha potuto conservare una memoria viva di quegli anni e ha potuto rielaborare fin da subito i contorni di quella tragedia, seguendo il dibattito pubblico e più tardi le vicende processuali. Il suo contributo appare dunque come uno di quelli più significativi per la ricostruzione di una memoria condivisa nel nostro paese". L’obiettivo è quello di "riaprire una riflessione pubblica sulla vicenda Moro e sugli anni di piombo", prendendo le mosse da alcuni stralci delle lettere dalla prigionia del grande statista.