EMILIA ROMAGNA
Saranno impegnati nell’aiuto ai terremotati e nei beni culturali
È iniziato l’8 aprile il servizio civile a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia Romagna: 2.847 le domande per 500 posti. Per molti significa aiutare persone e famiglie in difficoltà, fare doposcuola, organizzare attività di animazione, occuparsi di anziani e bambini. Per altri si traduce in verifiche sulla “salute” dei beni culturali minori, collaborazione ai progetti di restauro degli edifici, assistenza museale. I 500 giovani (tra i 18 e i 28 anni) sono stati selezionati in base a due progetti contenuti nei bandi pubblicati dalla Regione Emilia Romagna: “Per Daniele: straordinario come voi”, bando straordinario per il settore assistenza-educazione intitolato a Daniele Ghillani (il giovane che ha perso la vita mentre svolgeva servizio in Brasile), che prevede 450 posti, di cui 100 riservati a giovani comunitari e stranieri in regola con la normativa di soggiorno; e “Ri-partire dalla cultura e dal patrimonio artistico”, bando speciale per i beni culturali di 50 posti. L’età media dei partecipanti è 23 anni e il titolo di studio è quello di licenza media superiore. Sono state più numerose le candidature femminili e la maggior parte delle domande è stata inviata da giovani emiliano-romagnoli, in particolare della provincia di Modena. Mentre il Marocco è stato la nazionalità più presente tra le domande per il servizio civile regionale (“Per Daniele”).Da straordinario a ordinario. “Bisogna fare in modo oggi più che mai che lo straordinario modifichi l’ordinario, che questo bando straordinario diventi parte della vita sociale ordinaria”. È il commento di Licio Palazzini, presidente di Arci Servizio civile, alle attività previste dal bando straordinario del servizio civile a sostegno delle popolazioni terremotate. “Questo progetto – ha chiarito – è una grande sfida sia per i giovani che partecipano sia per chi ha pensato e collaborato alla sua realizzazione. Un modo per dare valore e visibilità al servizio civile come percorso professionalizzante e di cittadinanza, ottenendo ‘tanto con poco’ perché il costo di ogni singolo ragazzo è di 6.000 euro l’anno circa, ma attraverso questo scarso investimento il risultato è grande: le comunità avranno dei cittadini consapevoli e formati e un’erogazione di servizi in modo partecipato”. Salvaguardare il patrimonio artistico. Servizi dedicati al settore assistenza-educazione, ma anche a quello del patrimonio artistico. “Lavorare per i beni culturali oggi vuol dire lavorare su una parte del nostro patrimonio e della nostra identità, ecco perché è importante il bando ‘Ri-partire dalla cultura e dal patrimonio artistico’”, ha spiegato Carla Di Francesco, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia-Romagna. “I beni culturali comprendono un panorama vasto – ha chiarito -: la tutela del patrimonio artistico, archivistico e archeologico, ma anche le attività collegate. Sono circa 1.600 i beni architettonici colpiti nelle zone del cratere, ecco perché le attese sono grandi, sia per i musei sia per le attività educative. Questo mondo così variegato e complesso da ricostruire ha bisogno dei giovani, un investimento sul capitale umano che oggi è essenziale perché ne va della nostra identità”. Protagonisti i giovani. A questa carica di aspettative, i giovani che partecipano al servizio civile straordinario hanno risposto con entusiasmo: “Ciò che mi ha spinto a partecipare al bando è l’offerta formativa e di esperienza lavorativa a contatto con le persone che hanno più bisogno. Inoltre, essendo di Finale Emilia, mi ha mosso anche la solidarietà e la coesione nate dal terremoto che ti fanno cambiare lo sguardo sulla vita e sulle tue scelte per il futuro e che ti fanno venire voglia di aiutare chi ha bisogno per ricominciare tutti insieme”, ha affermato Denni, 23 anni. “Mi era capitato di andare a dare una mano nell’immediato post-terremoto in alcune zone del Ferrarese e avevo notato che le più colpite erano state le donne con bambini piccoli, così quando ho visto il bando ‘Per Daniele’ indirizzato al settore assistenza-educazione mi sono subito iscritta perché mi piaceva, da donna, l’idea di poter sostenere e aiutare altre donne”, ha aggiunto Cecilia. “Il fatto che in Emilia Romagna i ragazzi stranieri residenti possano partecipare al bando di servizio civile e che a loro siano riservati 100 posti è davvero bello”, ha commentato Enzhi, 26 anni, rappresentante per i ragazzi del Servizio civile regionale. “È come se si volesse lanciare un messaggio – ha spiegato – vivendo in questo territorio, fai parte di questa società, così puoi partecipare al bando di servizio civile. Un modo per renderti conto in prima persona di quali possano essere le problematiche del territorio e darti la possibilità di aiutare a risolverle. Inoltre, scegliere di fare servizio civile nelle zone colpite dal sisma di maggio è un valore aggiunto, perché in queste aree permangono diverse difficoltà nel gestire i servizi”. a cura di Lucia Truzzi(16 aprile 2013)