"Il governo fa le scelte che ritiene opportune ma spero tenga conto degli aspetti riguardanti l’inclusione degli immigrati, prima ancora che quelli sulla difesa e l’espulsione". E’ il parere espresso al Sir da padre Gianromano Gnesotto, direttore dell’Ufficio per la pastorale degli immigrati e rifugiati della Fondazione Migrantes, a proposito della decisione di ampliare i Centri di identificazione ed espulsione (ex Cpt) dove inviare gli immigrati che arrivano in Italia senza permesso di soggiorno. Le strutture saranno aperte in 6 regioni, con la possibilità di contenere 4.500 persone. Gnesotto formula l’auspicio affinché questi centri "non diventino strutture detentive come è stato in precedenza" nei Cpt e "all’interno siano garantiti i diritti e la dignità della persona". "E’ importante insistere sulla salvaguardia dei diritti fondamentali dell’uomo e il rispetto della dignità di ogni persona ricorda p. Gnesotto -. Prima di forme difensive da parte della società, sono necessari percorsi di inclusione. Indubbiamente lo Stato fa le scelte che ritiene opportune per quanto riguarda la gestione dei flussi migratori, l’ingresso e il contrasto. Ma bisogna cercare un giusto equilibrio tra queste forme di controllo e di contrasto e forme di inclusione ed ingresso sul territorio in maniera equilibrata e lungimirante".