SANITÀ: DON MANTO (CEI), OSPEDALI RELIGIOSI ESPRIMONO "PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ"

"Nell’ottica di un ripensamento della legge 833, già riformata in parte dall’aziendalizzazione della sanità, e dalle riforme in senso federalista – ha proseguito don Manto -, la filosofia di fondo a cui si ispira l’ospedalità religiosa (primato della persona, stile di famiglia, valore della vita, tutela dei più deboli) e il suo essere espressione del principio di sussidiarietà può fornire la chiave per una migliore soddisfazione dell’utente" e "anche per risparmi di spesa rispetto al pubblico". Per il direttore dell’Ufficio Cei, l’ospedalità religiosa può offrire inoltre "un contributo all’ascolto della realtà del Paese e al dialogo con tutti i soggetti che operano nel settore partecipando all’elaborazione dei criteri migliori per una progettualità che promuova il diritto alla salute e garantisca per una governance globale del sistema". Dai rischi di una "medicina no limits" che "promette sempre maggiori performance e alla quale si chiede sempre di più" ha messo in guardia il direttore del Policlinico Gemelli, Cesare Catananti, che ha inoltre sottolineato "i pericoli insiti nel meccanismo del Drg (finanziamento degli ospedali, ndr)" che "può portare a selezionare i pazienti che appaiono più ‘redditizi’ e a provocare episodi come quelli che stanno riempiendo in questi giorni le cronache". Di qui l’urgenza di "pensare una medicina sostenibile".