"Questo passaggio – ha sottolineato il presule – ha visto e vede tuttora in prima linea il mondo della sanità cattolica con ospedali, centri di riabilitazione, lungodegenze, strutture di eccellenza, non come mondo a sé, come realtà privata, ma come complesso di istituzioni che se ne nate dal cuore della Chiesa si pongono però nell’ottica del servizio pubblico, della destinazione a tutti". Richiamando il recente "apprezzamento dei vescovi per le strutture sanitarie cattoliche" e la loro preoccupazione per "la scottante attualità del tema della salute e dell’assistenza sanitaria, ambiti molto delicati della vita umana", il segretario generale della Cei ha riaffermato "la necessità di farsi carico di queste situazioni", ricordando che "ogni soluzione concreta sottende una visione più complessiva della persona e della società, in cui occorre dare concretamente spazio al principio di sussidiarietà". "Rispetto del primato della persona e della sua inalienabile dignità e promozione di forme di sussidiarietà sociale ha concluso mons. Betori – sono criteri basilari per l’agire delle istituzioni in questo campo".