"I romeni sono amareggiati perché la loro identità è stata associata alla delinquenza nei media e anche a livello politico. Soprattutto durante le campagne elettorali si è assistito ad un cocktail esplosivo". A parlare, durante la presentazione a Roma del volume della Caritas italiana sulla presenza dei romeni in Italia, è don Egidiu Condac, presidente di Caritas Romania. Dal punto di vista dei romeni l’esperienza migratoria negli altri Paesi europei, Italia e Spagna in primo luogo, "il più delle volte finisce per essere dolorosa", a causa di "un pesante carico di inganni, sfruttamenti, solitudine", ha affermato don Condac. "La tendenza alla chiusura dei romeni ha precisato è stata amplificata dopo alcuni recenti atti criminali compiuti da romeni a danno di italiani". Ma come ha ribadito Cosmis Dumitrescu, dell’Ambasciata di Romania in Italia, "bisogna evitare che fatti isolati abbiano conseguenza su un popolo intero e che gli stereotipi alimentino messaggi discriminatori. La criminalità non ha cittadinanza o passaporto. Da alcuni atti antisociali isolati e da alcuni delitti non si deve passare a un discorso generalizzato, attribuendo lo stesso comportamento a un intero gruppo etnico".