Su 1.016.000 romeni in Italia (una stima di massima che potrebbe diminuire del 10-15%) il 73,7% è qui per motivi di lavoro, il 23,5% per motivi di famiglia, il resto per altre ragioni. I romeni garantiscono in Italia l’1,2% del Pil e ogni 6 nuovi assunti stranieri 1 è romeno. Un terzo lavora nell’industria (edilizia), la metà nel terziario (assistenza familiare, turismo, servizi), il 6,6% in agricoltura. Il 9% ha una casa in proprietà e l’8% vive presso il datore di lavoro, "sono grandi lavoratori" e "straordinari nell’apprendimento dell’italiano". La maggior parte apprezza il sistema sanitario italiano per la gratuità, ha amici italiani e tende all’insediamento stabile con i ricongiungimenti familiari. Più di 4 romeni su 5 sono ortodossi, "la dimensione religiosa non è lontana dalla vita" e la chiesa è spesso luogo di incontro e solidarietà. All’esperienza italiana precisa il volume danno "un voto di sufficienza" perché "desiderano un migliore integrazione". In generale, il 71% degli immigrati che commettono reati (un quinto delle denunce penali) sono irregolari. "Seppure così ridimensionato affermano il problema è serio e può essere molto elevata l’incidenza degli stranieri in diversi tipi di reato: circa un terzo nei reati violenti e furti con violenza, il 51% nelle rapine e nei furti in abitazione, il 70% nei borseggi". (segue)