Un viaggio del Papa in Bangladesh per visitare la piccola comunità cattolica. È questo, secondo l’Osservatore Romano di oggi, "l’auspicio più grande" dei vescovi bangladesi, in questi giorni in Vaticano per la loro visita "ad limina". "Potrebbe schiudere un nuovo orizzonte dichiara mons. Paulinus Costa, arcivescovo di Dhaka e presidente della Conferenza episcopale del Bangladesh, in un’intervista al quotidiano della Santa Sede alle persone di tutte le religioni presenti nel nostro Paese e arricchire la nostra testimonianza". Mons. Costa sottolinea come la testimonianza cristiana in Bangladesh si traduca innanzitutto nel "portare l’amore di Cristo laddove ce n’è più bisogno". "Proclamiamo il Vangelo spiega e, allo stesso tempo, cerchiamo di tradurlo concretamente offrendo una speranza ai poveri e agli emarginati, ai membri delle tribù e agli Adibashi, ai bambini e alle donne. Li aiutiamo mettendo a loro disposizione scuole e centri medici ma anche rendendoli consapevoli dei loro diritti". Nel Paese asiatico è cominciato "più di trent’anni fa" un dialogo interreligioso con la maggioranza musulmana, e "la Chiesa locale lo ha incoraggiato dall’inizio". "Certo, difficoltà ce ne sono", riconoscere il presule: c’è da fare i conti con un diffuso analfabetismo e con i fondamentalisti, "persone senza scrupoli" che "traggono vantaggio nel vessare persone innocenti".