In Italia, quasi 10 milioni di donne in età lavorativa si sono ritirate dal mercato del lavoro: il doppio rispetto agli uomini. E’ uno dei dati contenuti nel sondaggio su "Donne e lavoro: la conciliazione che non c’è", presentato oggi a Roma da DonnEuropee Federcasalinghe e da Eurispes. Il tasso di occupazione femminile italiano, nel 2006 un altro dato della ricerca si attesta al 46,3%, a fronte di una media dell’Ue del 54,7%: un risultato nettamente al di sotto dell’obiettivo fissato dalla strategia di Lisbona per il 2010, ma anche dell’obiettivo intermedio per il 2005 fissato al 57%. Un’occupazione femminile così bassa influisce negativamente anche sul tasso di occupazione complessivo nazionale: 58,4% contro il 64,4% dell’Ue. La nascita di un figlio, dice il sondaggio, si configura ancora come per numerose donne come la principale causa di abbandono temporaneo o definitivo del mondo del lavoro: non a caso i lavoratori part-time sono per l’80% donne, molto spesso costrette a questa scelta, sacrificando le prospettive di carriera e il livello retributivo. Una donna su 9 nel 2006 è uscita dal mercato del lavoro in seguito alla maternità; in due terzi dei casi la ragione è costituita dalle necessità di cura dei figli, in un terzo dei casi da motivazioni legate alla tipologia del contratto di lavoro. (segue)