"Di cattolico quella clinica ha solo il nome; una scelta che ‘sfruttando’ la buona fama della sanità cattolica, anche se con essa non ha nulla a che fare, nelle intenzioni dei responsabili costituisce un marchio di garanzia, e già questo è di per sé fuorviante". A sgombrare il campo da possibili equivoci che "potrebbero colpire l’immaginario collettivo" è Paolo Magistrelli, preside della Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università Cattolica di Roma, commentando per il SIR la vicenda "Casa di cura Santa Rita". Pur invitando a cautela nei giudizi fino alla conclusione delle indagini, Magistrelli parla di "truffa, gravissima per il contesto all’interno del quale si è consumata", e di "campanello d’allarme sul meccanismo del Drg (sistema di finanziamento degli ospedali, ndr), movente in grado di attivare questo tipo di criminalità". Per il preside, "la ricerca di un modo per realizzare denaro sulla base dei finanziamenti del Drg" potrebbe essere una delle cause dell’ "esponenziale aumento negli anni di alcune prestazioni, in particolare interventi chirurgici". Una tipologia "profit" di sanità, cui si contrappone il modello di quella "ospedalità no-profit" che domani sarà al centro di un convegno in Cattolica, e di cui, per Magistrelli, sono espressione privilegiata gli ospedali religiosi.