Un "insigne ecclesiastico e fine uomo di Stato": così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, definisce il cardinale Agostino Casaroli, in un messaggio inviato al card. Achille Silvestrini, presidente del Comitato per le celebrazioni del decennale della morte del cardinale, già segretario di Stato negli anni 1979-1990. A dieci anni dalla scomparsa, oggi in Vaticano si tiene un convegno per ricordare l’eminente figura ecclesiale. Ad aprire i lavori, il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato, con un intervento dal titolo "L’Ostpolitik di Agostino Casaroli, 1963-1989". Poi una riflessione a più voci su "Agostino Casaroli, tessitore delle relazioni fra i popoli", a cui prenderanno parte il card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, e gli ex ministri degli Esteri di Francia, prof. Jean-Bernard Raimond, e di Polonia prof. Wladislaw Bartoszewski. Dopo l’intervento dello storico Agostino Giovagnoli, le conclusioni del card. Silvestrini. Secondo il nostro capo dello Stato, Casaroli "fu un lungimirante protagonista di quella stagione di dialogo che contribuì in maniera determinante a porre le basi per la pacifica riunificazione di un’Europa allora divisa". Da segretario di Stato, "svolse un ruolo di primissimo piano nei rapporti fra la Santa Sede e lo Stato italiano", che "culminò nell’accordo di revisione del Concordato".