"Prendere una chiara posizione sulle violazioni dei diritti umani commesse in nome della ‘guerra al terrore’": è quanto Amnesty International chiede all’Unione europea in occasione del summit con gli Usa in programma oggi a Brdo, in Slovenia. Dopo aver finalmente chiesto, nel giugno 2006, la chiusura di Guantánamo – fa notare Amnesty "l’Ue non ha offerto soluzioni costruttive per contribuire a porre fine a quel sistema di detenzioni illegali". Secondo l’associazione per i diritti umani "attualmente, un quarto dei circa 280 detenuti ancora presenti a Guantánamo è stato autorizzato al rilascio. Queste persone non sono mai state accusate di alcun crimine da parte delle autorità statunitensi. Tuttavia, poiché non possono rientrare nel proprio paese a causa del rischio torture, rimangono detenute a tempo indeterminato, in violazione delle norme internazionali sui diritti umani". L’Ue dovrebbe essere coinvolta insieme agli Usa nella ricerca di una soluzione che ponga fine a Guantánamo e alla sconfitta dello stato di diritto che quel centro di detenzione rappresenta – ha dichiarato Nicolas Beger, direttore dell’Ufficio di Amnesty presso l’Ue -. Quale migliore occasione del summit cui prende parte il presidente Bush in persona?”.