BENEDETTO XVI: "LA SPERANZA CRISTIANA VIVE ANCHE NELLA SOFFERENZA"

Dopo aver ricordato che nel contribuire al bene della città il cristiano deve avere "un atteggiamento di umiltà" che "non pretende di avere sempre successo" o di "risolvere ogni problema con le proprie forze" il Papa, nel discorso di ieri sera in san Giovanni in Laterano, ha affrontato il tema della sofferenza. "La speranza cristiana – ha detto – vive anche nella sofferenza" e l’esperienza del dolore "educa e fortifica la nostra speranza". Anche se dobbiamo "fare tutto il possibile per dimiuire la sofferenza" e "grandi progressi sono stati compiuti nella lotta contro il dolore fisico" occorre prendere atto, ha aggiunto, che "non è in nostro potere prosciugare le sue fonti". In particolare Benedetto XVI si è soffermato sulla "sofferenza degli innocenti" e sui "disagi psichici" per poi sottolineare che "nel rapporto con la sofferenza e con le persone sofferenti si determina la misura della nostra umanità", della nostra " capacità di condividere anche interiormente la sofferenza dell’altro". Ha fatto seguito una raccomandazione: "educhiamoci ogni giorno alla speranza che matura nella sofferenza in primo luogo quando siamo colpiti personalmente da una grave malattia" ma anche condividendo "la sofferenza dei vicini, dei familiari, di ogni persona che è il nostro prossimo". Infine l’invito a "offrire a Dio le piccole fatiche dell’esperienza quotidiana".